Schiller difende a spada tratta App Store

Autore: Giampiero Data: lunedì, 23 novembre 2009

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Phil Schiller, ovvero il “cavaliere di App Store” difende a spada tratta il processo di approvazione delle app, a seguito di vari malumori innescati dagli sviluppatori, uno tra tutti Joe Hewitt (ex)sviluppatore dell’applicazione Facebook per iPhone.

“Qualsiasi rivenditore, tiene alla qualità dei prodotti che offre”, dichiara Phil Schiller a BusinessWeek, “Revisioniamo le applicazioni per essere certi che funzionino esattamente come i clienti si aspettano quando le scaricano”.

Non è la prima volta che Apple tende a rifiutare un’applicazione anche per una semplice icona, “simile” a quelle di sistema, Phil Schiller a tal proposito si esprime con: “Se non difendi i tuoi marchi, alla fine finisci per perderne la proprietà [...] A volte altre aziende vengono da noi riportando l’inclusione illecita di un loro marchio nelle applicazioni. Accade spesso”.

In sostanza, pare proprio non si tratti di un semplice “vezzo artistico”, ma di un metodo per tutelare non solo Apple, ma anche altre aziende dall’introduzione di un marchio non autorizzato in una applicazione di App Store.

Phil dichiara inoltre che solamente il 10% dei rifiuti avviene con un generico tag “inappropriata“, le motivazioni a riguardo sono molteplici: a partire dalla divulgazione dei dati sensibili degli utenti, sino ad arrivare ai contenuti “non appropriati” per la piattaforma (ad esempio a sfondo sessuale o politico).

L’intervista si chiude con “Apple ha mostrato la volontà di lasciare che il processo di approvazione si evolva”, insomma, è una frase che possiamo intendere in diversi modi; come riporta 9to5mac, è possibile che si possa arrivare ad un punto, in cui le app non necessitino più di un tortuoso processo di approvazione…

Insomma, ce lo auguriamo un po’ tutti.